Scuola Secondaria di 1° “Via Anna Frank” classi 2°C, 2°E – 3° edizione

Docenti: Maria Concetta Bianco, Elisa Bottan, Francesca Faraoni, Dalia Gasparini, Caterina Gentili, Benedetta Ghetti, Sara Macori, Emanuela Pagliacci, Alice Romboli, Giovanni Siclari, Alberta Taioli


Informazioni generali

1) Quanti alunni hanno partecipato al progetto?
La classe 2°C è composta da 19 alunni mentre la classe 2°E è composta da 20 alunni. Le due classi hanno lavorato su due progetti simili tra loro per tema e struttura ma indipendenti l’uno rispetto all’altro, tutti gli alunni delle classi hanno partecipato alla realizzazione del progetto.

2) Gli alunni hanno lavorato in gruppo? Se si, in ogni gruppo quanti alunni c’erano?
Il lavoro di ciascuna classe è stato suddiviso in gruppi di numero variabile, dal lavoro in coppia al gruppo di 4 o 5 elementi, comunque durante tutto il lavoro ci sono stati momenti di restituzione collettiva, in cui i vari elementi si confrontavano e facevano il punto della situazione affrontando e risolvendo i problemi che si presentavano. 

3) Quanto tempo è durato il progetto?
Le classi hanno iniziato ad affrontare il progetto nei mesi invernali, per poi riprenderlo in primavera. La prima parte si è svolta nel laboratorio di Orto Didattico, poi ci si è spostati nei vari locali della scuola, dall’aula scolastica all’orto, al laboratorio di scienze, all’aula di musica, all’aula  di informatica. La durata del progetto è stata di circa 16 ore, escludendo le ore del montaggio. 

4) Quale strumento/i sono stati utilizzati per la realizzazione del progetto?
Sono stati utilizzati strumenti digitali, come pc e smartphone, e strumenti analogici. Le ragazze e i ragazzi delle classi si sono confrontati con la fotografia digitale, hanno realizzato disegni originali e consultato libri e siti internet, hanno seminato castagne di ippocastano e visto germinare una nuova piantina.


Realizzazione

1) Quali sono le parole chiave del micromondo?
Le parole chiave del micromondo sono: sperimentazione, creatività, programmazione, coding, collaborazione, multidisciplinarietà, memoria, racconto, solidarietà, emaptia, scienze, olocausto, botanica.

2) Quali sono i concetti chiave del micromondo? Di cosa si parla?
Entrambi i progetti sono stato incentrati sul libro “L’albero di Anne Frank”. La storia di Anna Frank è raccontata dall’albero che lei osservava dalla finestra del suo nascondiglio.

3) Quanti personaggi/sprite sono stati inseriti all’interno del progetto?
Per ciascun progetto sono stati realizzati diversi sprite originali, l’albero, Anne, la sua famiglia, ecc…

4) Quali nomi sono stati dati agli sprite?
Gli sprite sono stati chiamati semplicemente col loro nome, quindi Anne è stata chiamata Anne, l’albero albero e così via…l’approccio alla realizzazione del lavoro è stata scientifica, ordinata e programmata.

5) Perché sono stati scelti gli sprite sopra descritti? Quale era l’idea iniziale?
L’idea centrale del progetto è quella di illustrare liberamente il racconto del libro “L’albero di Anne Frank” animando le scene che i ragazzi hanno realizzato. Il progetto ha preso forma dai manufatti (disegni, foto, ricerche, canzoni) realizzati dai ragazzi e poi inseriti nel software Snap per costruire il progetto di storytelling.

6) Gli sfondi/temi che avete inserito perché sono importanti nel progetto? Cosa rappresentano?
Gli sfondi utilizzati sono stati differenti. Sono stati anche questi realizzati dai ragazzi con tecniche e strumenti diversi, in funzione della  scena da rappresentare. Gli sfondi sono serviti per contestualizzare il racconto.

7) Raccontaci quale era la vostra idea di progetto e quali sono stati gli step realizzati
L’idea era quella di raccontare la storia di Anna Frank, a cui è intitolata la nostra scuola per mantenere viva la memoria dell’Olocausto e valorizzare l’ippocastano presente nel cortile della nostra scuola, figlio dell’Ippocastano di Anna Frank nella speranza che i suoi semi possano germinare e farsi portatori di pace. L’idea era anche che il  progetto abbracciasse più discipline e coinvolgesse così diversi docenti (italiano, scienze, lingue straniere, musica, arte, tecnologia).

Come sono stati realizzati i vari step del progetto? A partire dalla stessa idea iniziale, la storia di Anna Frank e dell’albero che lei vedeva dalla finestra, ciascuna delle due classi ha svolto il proprio percorso in autonomia seguendo le medesime fasi progettuali ma realizzando, alla dine del lavoro, due progetti diversi e indipendenti. I progetti sono stati realizzati da tutti gli alunni delle classi, con la collaborazione dei docenti che hanno aderito a questo progetto. 

Nella fase di avvio del progetto, l’obiettivo è stato definire in maniera chiara lo scopo e trasformare le idee in un piano concreto. È stato fondamentale definire i compiti, stabilire i gruppi di lavoro, le scadenze e le caratteristiche del progetto. Questa fase si è conclusa con la produzione di un elenco di azioni da svolgere, di cose da fare, corredata da schizzi e storybook.

La fase successiva è stata quella operativa, durante la quale i ragazzi hanno svolto i loro compiti, sia individualmente che in gruppo, cercando di assecondare le loro attitudini, ma in molti casi anche mettendosi in gioco e affrontando compiti nuovi. Sono stati molto importanti i numerosi momenti di confronto collettivo, così tutti hanno avuto la possibilità di vedere il lavoro dei compagni e di monitorare lo sviluppo di tutto il progetto.

Fondamentale è stato il contributo degli esperti dell’università, che hanno guidato il gruppo alla scoperta del coding attraverso il software Snap! Build Your Own Blocks.

9) Avreste voluto inserire altre funzionalità nel progetto che non siete riusciti a fare? Quali? Avremmo voluto incrementare il progetto su Snap! rendendolo interattivo, per dare la possibilità ai fruitori di diventare attori per alcuni istanti, vivendo un’esperienza immersiva.

10) Quale impatto ha avuto il percorso di coding e pensiero computazionale sui ragazzi, in termini
di:
a. Collaborazione, b. Costruzione, c. Confronto, d. Ragionamento, e. Interdisciplinarietà, f. Strategie, g. Problem solving
?
Durante il percorso affrontato i ragazzi hanno dimostrato grande collaborazione tra loro, capacità di ragionamento, predisposizione al confronto e alla costruzione, mettendo in campo le giuste strategie per risolvere i problemi che gli si presentavano in tutte le discipline. 

11) Gli/Lo strumenti/o utilizzati/o si sono rivelati adeguati?
Snap! si è rivelato uno strumento adeguato, con una grande potenzialità.

12) Avete trovato difficoltà nello sviluppo del progetto? Quali?
Il supporto prestato dagli esperti dell’università ha permesso di superare le difficoltà incontrate, aiutando a creare al contempo un clima positivo e propositivo all’interno del gruppo.

13) In seguito al percorso di coding e pensiero computazionale, è stato notato qualche
cambiamento nell’approccio delle materie scolastiche curricolari, da parte dei ragazzi? In quali termini?

La partecipazione a questo progetto ha permesso alla classe di affrontare un percorso multidisciplinare, vivendo un’esperienza ricca e completa, che ha dato loro la possibilità di approfondire le tematiche trattate in modo laboratoriale e cooperativo, cimentandosi anche con strumenti ed applicazioni digitali per loro nuove. 

Alunne ed alunni hanno compreso l’importanza di approfondire contenuti ed argomenti di studio e hanno arricchito alcune loro competenze attraverso il confronto e la collaborazione, sia con i docenti che tra pari. 

Hanno ideato, sperimentato ed interagito, imparando ad imparare.

14) Descrizione libera dell’attività
Abbiamo puntato sulla creatività, sulla risoluzione di problemi e sull’interazione:i ragazzi hanno analizzato i problemi e ascoltato i compagni. Uno degli obiettivi è stato quello di ridurre al minimo gli elementi superflui, puntando su una soluzione chiara ed essenziale, evitando complicazioni inutili. Inoltre, le soluzioni devono essere funzionali, cioè rispondere effettivamente alle necessità del problema, senza aggiungere complessità.
Si è seguito un processo iterativo. Si sono creati prototipi, si sono testati, e si sono migliorati. La creatività ha giocato un ruolo centrale. I ragazzi hanno esplorato soluzioni e tecniche diverse. Hanno provato e sbagliato, migliorando con l’esperienza.

Le ragazze e i ragazzi della 2°C e della 2°E hanno mostrato una mentalità aperta, una certa curiosità e un approccio pragmatico. Hanno “giocato” con le idee e hanno esplorato soluzioni flessibili, facendo dell’errore un processo naturale di crescita. Hanno valorizzato l’esperimento, l’adattamento e l’evoluzione continua, dove il prodotto finale è stato il risultato di un continuo dialogo tra creatività, razionalità e feedback.


Video del progetto

Link al progetto Snap!

Scuola secondaria di 1° Anna Frank – classe 2E

Il link sotto riportato permette di scaricare il progetto della classe 2C come file .xml

Per poterlo aprire sulla piattaforma Snap! è necessario seguire i seguenti passaggi:

  • Scaricare il file .xml
  • Aprire la piattaforma Snap!
  • Cliccare sull’icona “foglio” in alto a sinistra
  • Cliccare su “Importa”
  • Scegliere dal proprio pc il file .xml relativo al progetto

Scuola secondaria di 1° Anna Frank – classe 2C