Docenti: Serena De Nicola, Malvina Guidazzi, Maria Grazia Cucchi
Informazioni generali
Titolo del micromondo: “Costruendo realtà e giochi con SNAP!”
Scuola Primaria Borello
Classi 3°A e 3°B
Introduzione del progetto
Il progetto “Costruendo realtà e giochi con Snap!”, svolto grazie alla collaborazione del team di Innova-Mente, ha preso avvio dalla volontà di approfondire e promuovere alcune dimensioni quali:
- lo sviluppo del pensiero computazionale,
- la familiarizzazione con il linguaggio di programmazione,
- l’implementazione del problem solving,
- la stimolazione del pensiero divergente.
Gli ambiti appena elencati riconducono evidentemente allo sviluppo di alcune delle competenze chiave di cittadinanza, tuttavia essi rappresentano solo alcuni degli aspetti che entrano in gioco nell’esperienza. Difatti, accanto ad elementi che attengono specificatamente alla sfera della competenza digitale e della competenza di base matematica e in campo tecnologico, entrano in gioco altre competenze altrettanto fondamentali, come quelle interpersonali. Esse consentono di confrontarsi in modo costruttivo con i compagni, di lavorare insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune; valutando, scegliendo, provando, e perchè no qualche volte anche discutendo.

Percorso svolto
Il progetto è stato basato sull’impiego dell’applicazione “Snap! Build your own blocks” grazie alla guida di Riccardo Mazzi, studente di informatica dell’Università di Cesena e collaboratore del team Innova-Mente.
Il percorso è iniziato a novembre 2025, concludendosi nel mese successivo, per un totale di 10 ore distribuite in cinque settimane. Complessivamente sono stati coinvolti 31 bambini, che hanno lavorato alle attività proposte organizzandosi in coppia o in gruppi da tre.
Il primo incontro si è concentrato sulla conoscenza dello strumento, pertanto i bambini hanno iniziato a prendere familiarità con l’interfaccia di Snap, scoprendone la molteplicità di funzioni e comandi, lo stage e le differenti categorie selezionabili, cominciando dunque a orientarsi. Frutto di questa prima attività sono state delle graziose casette colorate, comparse nello stage proprio grazie alle indicazioni fornite dagli alunni.
In seguito le richieste progettuali sono divenute più articolate, richiedendo il contemporaneo impiego di più funzioni dell’applicazione. In primo luogo è stato modificato lo stage, che ha costituito il nuovo sfondo per l’attività; in seguito sono stati creati alcuni brevi dialoghi tra coppie di personaggi, definendone i movimenti e le battute; il tutto scelto dagli stessi alunni.
Nei successivi incontri la progettazione si è concentrata sulla realizzazione di due giochi che hanno introdotto un elemento nuovo: la variabile.
Il primo gioco ha avuto come protagonista una macchinina rossa, che aveva come obiettivo quello di raggiungere il premio (una coppa) senza colpire i chiodi. Nel momento in cui la macchina avesse colpito la coppa, la velocità dell’auto sarebbe aumentata, qualora invece avesse incontrato i chiodi si sarebbe fermata.
Un meccanismo analogo è stato quello costruito per il secondo gioco. Per quest’ultimo è stato scelto come sfondo un paesaggio innevato e questa volta la macchina è stata sostituita da un albero di Natale con il quale raccogliere il pacco regalo che cadeva dall’alto verso il basso. Ogni qual volta il pacco fosse stato raccolto la velocità di spostamento dell’albero sarebbe aumentata.


Conclusioni, riflessioni e ricadute
La valutazione dell’intero percorso è stata possibile grazie ad un’osservazione costante (prima, durante e dopo gli incontri) che ha consentito di rilevare competenze di partenza, esigenze emergenti, così come risultati raggiunti. E’ stato interessante notare come fin da subito i bambini si siano mostrati entusiasti davanti alla nuova esperienza, partecipando attivamente e ponendo domande. Progressivamente li abbiamo visti più sicuri rispetto all’utilizzo dello strumento, ma soprattutto si è evidenziato un differente approccio rispetto all’analisi del problema.
Se inizialmente si pensava direttamente al risultato finale nel suo insieme, pian piano gli alunni hanno iniziato a comprendere come il raggiungimento di quell’obiettivo richiedesse dei passaggi intermedi, una vera e propria ripartizione in tanti piccoli elementi, che combinati tra loro avrebbero portato al traguardo atteso. E’ stato veramente emozionante vedere come i nostri bambini si esaltassero nel momento in cui nello stage accadeva ciò che loro stessi avevano programmato. Inoltre, elemento non secondario, le attività proposte hanno richiesto uno sforzo ulteriore ai nostri alunni: confrontarsi e decidere insieme. Non è stato sempre semplice lasciare spazio al compagno di lavoro, ma anche in questo caso si è rilevata una progressione nella gestione del conflitto e nella capacità di collaborazione.
Alla luce di quanto emerso la partecipazione a questa proposta formativa per i nostri alunni si è rivelata un’importante esperienza di crescita, stimolante e positiva; capace di promuovere una molteplicità di dimensioni, attraverso un linguaggio ludico accattivante.

